Paranoici e schizofrenici

il Simplicissimus

Uomo-riflesso-in-uno-specchio-rottoAgli inizi degli anni 70, quelli in cui il neoliberismo cominciava a farsi strada e a sovrapporsi al capitalismo di matrice keynesiana, il commediografo Neil Simon scrisse Il prigioniero della Seconda strada che in anni successivi divenne celebre per l’omonimo film con Jack Lemmon. La storia dal finale aperto o per meglio dire elusivo racconta di Mel Edison, dirigente di un’azienda pubblicitaria, licenziato dopo molti anni di attività per una delle crisi cicliche dell’economia, che comincia a pensare a un complotto diretto contro di lui e contro la classe media americana. E’ la prima volta, almeno che io sappia, che la sindrome del complotto viene tematizzata a livello personale e riferita direttamente a uno stato di depressione e disordine mentale. Certo, a mezzo secolo di distanza, potremmo pensare che i disturbati erano quelli, compresi noi spettatori degli anni ’70, che compativano il povero Mel il quale non faceva altro che…

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